Ogni viaggiatore che si rispetti tiene un diario di bordo. Raccontare è come viaggiare, e se non porti con te un po' dell'altro, i tuoi orizzonti saranno sempre ridotti a quello che hai creduto di vedere.


Antonello Messina



domenica 15 febbraio 2015

" L'ultimo Tango "



La serata era ormai quasi del tutto scivolata, tra sudori e profumi che in un cocktail perpetuo si mescolavano fino all'ultima Milonga. Jordan ha lanciato dalla consolle un tango struggente, e ha annunciato che questa era una serata speciale: Françoise compiva gli anni. 
Il tango ha le sue alchimie e le sue regole, e queste spesso non esistono in nessun libro. Come in un incantesimo silenzioso Françoise si è trovata al centro della sala, avvolta nell'abbraccio di Jordan. Noi, come ombre discrete, ci nascondevamo ai margini della sala. La musica ha continuato a farli volteggiare fino a quando l'ombra di un altro uomo si è sostituita al primo, continuando la danza senza interrompere quell'incanto. In quella morbidezza di passaggi tutti gli uomini piano piano si sono alternati dolcemente, e Françoise avvolta da palese emozione ha continuato a volteggiare tra braccia diverse. 
Io ero l'ultimo, e l'ultimo sono stato fino allo spegnersi di quella splendida musica. 
Non ho mai visto niente di più delicato, affabile, cavalleresco. 

Riposte le scarpe da ballo in borsa, ero pronto, contento di tornare a casa. 
La pista ormai vuota raccontava della splendida serata appena trascorsa. 
Dall'altra parte della sala Murielle, anche lei ha già indossato gli scarponi per affrontare il freddo e la neve fuori. 

Ci guardiamo come per dire: "beh, è proprio finita". Ma la musica continua a risuonare, allora un sorriso ci convince a ritornare in pista nonostante quelle scarpe sbagliate, per quell'ultimo volo comune, per quell'ultimo tango, l'ultimo di una serata magica. 


martedì 10 febbraio 2015

Colore per la Pace.



Oggi, solo per qualche ora, ho lasciato in sospeso il mio progetto "Le Visage des Bolzes". Nella speranza che uomini di pochi scrupoli (ad est come ad ovest) facciano cessare, o evitino di fare ancora più pesantemente esplodere, il conflitto in Ucraina. Omaggio ad un grande pittore Ivan Aivazovsky, nato nel Luglio del 1817 in Crimea da una famiglia povera di origine armena. Sfogliando le pagine di un suo libro, la sua pittura mi ha donato un gran senso di pace. Il bene, l'amore e la tenerezza non si restituiscono solo con le parole, allora ho abbracciato una tavoletta e di getto ho realizzato questo piccolissimo dipinto. Non è straordinario come quelli di Aivazovsky ma il senso di gratitudine alla sua pittura è enorme.

Purtroppo la gente che ama la guerra non capisce l'arte.